CXVII

By Berardino Rota

Ch’io sia Rota qual voi cortese amore

ben ve n’inganna, o di natura ed arte

invidia e pregio, in marmo, in tela, in carte

che date vita a l’huom poi ch’e’ si more.

Buona rota è la vostra, a trarvi fore

se val di Lethe, e se vi segna e parte

la via del ciel, se vi pon vivo in parte

onde gite di voi fatto maggiore.

Lasso, ben è la mia dove mal siede

Fortuna, dove Amore aguzza l’armi,

dove novo Ixïon mi gira e rota.

Tacete pur, non curo: il cor si vede

spesso ne gli occhi; o mio buon Buonarota,

risponderan per voi le tele, i marmi.