CXVIII

By Ludovico Leporeo

Muzio, cigno miglior di Mantoa e d'Argo,

Mille canori augei seguonti a tergo,

Ed io palustre di Beozia smergo

Uscir non valgo dal leteo letargo.

Per arrivarti indarno i vanni allargo,

E di Pegàso in van su l'ali m'ergo,

Ch'io non m'alzo dal suolo, e mi sommergo

Ne l'oceàn d'Amor, che non ha margo.

Povero di valore, io ben m'accorgo

Ch'io non ho, come hai tu, volante asturgo

Che mi sollevi a l'ippocrèneo gorgo.

A te, che saggio se' più di Licurgo,

L'aride labra al dolce umore io sporgo,

Degli Umoristi eroi gran taumaturgo.