CXVIII

By Berardino Rota

Se del vorace tempo il duro rostro

rompe di nobil penna amica aita,

alma tutta in voi stessa al bene unita,

non vi ritardi amor di pompa e d’ostro,

ma, vinto il fero ambitioso mostro

che la quiete altrui tene impedita,

seguite pur la bella tela ordita

e siavi colle il tempio e selva il chiostro.

A me, contra cui sempre e sferza e sproni

usa Amore, e sul capo e sasso e spada

minaccia d’hor in hor nova ruina,

conven fra via mi resti, acciò non cada

per la salita che par tanto a’ buoni

erta e lontana, a’ rei piana e vicina.