CXX

By Giovanni Boccaccio

Tu mi trafiggi, e io non son d'acciaio:

e s'a dir mi sospingon le punture,

a dover ritrovarti le costure,

credo parratti desto un gran vespaio.

Deh, tu m'hai pieno, anzi colmo, lo staio;

bastiti omai, per Dio, e non m'indure

a dettar versi delle tua lordure,

ch'io sarò d'altra foggia, ch'io non paio.

E poi che la parola uscita è fuore,

indrieto ritornar non si può mai,

né vale il dir: «Vorrei aver creduto».

Se 'l ti prude la penna, il folle amore

e la fortuna dan da dire assai:

in ciò trastulla lo tuo ingegno acuto.