CXXI

By Giovanni Boccaccio

Poi satiro sei fatto sì severo

nella mia colpa e étti sì molesta,

credo sarebbe cosa assai onesta

prima lavasse il tuo gran vitupero

che mordesse l'altrui: uom sa, per vero,

la dolorosa e puzzolente festa

che festi del tuo nato, quand'in questa

vita 'l produsse il natural sentiero.

Né lascia questo divenire antiquo

l'infamia tua, ché nel cinquantesmo

gravida avevi quella cui tenevi.

O crudel patre, o sacerdote iniquo!

Poi, dov'uom scarca 'l ventre, per battesmo

si died'a quel cui generato avevi.