CXXI

By Ludovico Leporeo

Ne la corrente del torrente fareo

Dà ne lo scoglio il mio naviglio cereo,

Ned ha pietà di me Nettuno o Nereo,

Mentre nuoto e m'avvoto al dio tartareo;

Ma un mostro ecco dal chiostro uscir tenareo,

Nemico del mio stil gentil sidereo,

Per farmi coi miei carmi andar cinereo,

E 'l mio allor fulminar d'onor cesareo.

Non cadrò d'alto, no, nel mar corcireo:

Non son Icaro, o picaro Leporeo,

Ma volo a Pindo, a l'Indo, e al cielo empireo.

Più forte son d'un torrion marmoreo;

Notte e giorno io non vo' scorno zopireo,

Ed ho sotto al cappel cervel nestoreo.