CXXI
Donne, come vedete, attorno andiàno
e la dovizia con noi conduciàno.
La dovizia alle donne molto piace,
anzi quant'è maggior, tanto piú piace;
chi di tal natur'è si compiace,
e 'l far col poco pargli un giuoco strano.
Però prendete, donne e giovinette,
la dovizia che 'nnanzi altri vi mette,
che non vadin le cose tanto strette
come già per l'addietro e nol sappiàno.
Su, donne, a queste frutte aprite il grembo,
dappié pigliando della veste un lembo:
tenete ben, perché 'l tener a sghembo
spesso fa che di fuor noi le versiàno.
Queste suo cesta e 'l corno che vedete
son pien di frutte, e usar ne potete
dinanzi e drieto, come voi volete,
al pasto, benché noi drieto l'usiàno.
Fra l'altre noi abbiàn certi baccegli
lunghi, grossi, pastosi, sodi e begli,
ch'è solamente un conforto a vedégli:
pensate quando in corpo poi gli abbiàno!
Fichi e castagne d'ogni sorta sonci,
col riccio e senza, come tu l'acconci,
son buone; e' pesellon da far riconci
pur nel tegame, come usati siàno.
Ecci del gran di Callicutte ancora
ch'abbiàno avuto in pannocchie di fuora:
chi di voi in seme entrar ne volessi ora,
intenda ben come noi 'l seminiàno.
Chi ha 'l terren gentil faccia che vuole,
ché ne' sodi miracoli far suole;
ver è ch'è piú fatica, ma non duole
a chi sa, che non getta il seme invano.
A quest'ultima parte ognun stia attento,
che 'l vomero esser vuol tutto ben drento
a voler ch'altri venga a compimento;
e sopratutto gran solchi facciáno.
Orsù, brigata, ognun mostri letizia,
poiché avete in casa la dovizia;
e nessun da qui innanzi masserizia
facci del suo, ma a comun viviàno.