CXXII

By Giacomo Lubrano

Soffiate aure di Gloria a l'Adrie vele,

or che spiegan più Labari a la Fede,

e di Lune svenate ostro infedele

al trionfal Leon lambisca il piede.

Di Enceladi Ottoman' l'empia Babele

cadente al suol precipitar si vede:

mentre d'Istmo servil l'Isole anele

braman di Libertà rendersi in prede.

Nuove anella gemmate in bei lavori

o Fama appresta al maestoso Duce,

da sposar ne l'Egeo l'Ismara Dori.

Al Morosin già la Morea produce

per teda nuzial selve d'Allori,

e de l'Aurore sue tutta la luce.