CXXII

By Guittone d'Arezzo

Doglio e sospiro di ciò che m'avvene,

che servo voi, soprana di biltate,

ed in redoppio mi tornan le pene;

e voi, madonna, di ciò non curate,

anzi mi date doglia, che mi tene

e che m'ancide, se voi non m'atate.

Sospira 'l core, quando mi sovvene

che voi m'amavi, ed ora non m'amate.

E non è meraviglia s'eo mi doglio,

ché la ventura mia tuttor disvene,

e le bellezze vostre van doppiando.

Quando mi penso il tempo ch'aver soglio,

in disperanza m'torna tutto 'l bene,

e li conforti me ne van mancando.