CXXII

By Angelo Poliziano

Ben venga Maggio

e 'l gonfalon selvaggio!

Ben venga primavera,

che vuol ch'uom s'inamori;

e voi, donzelle, a schiera

colli vostri amadori,

che di rose e di fiori

vi fate belle il maggio,

venite alla frescura

delli verdi arbuscelli.

Ogni bella è sicura

fra tanti damigelli:

ché le fiere e gli uccelli

ardon d'amore il maggio.

Chi è giovane e bella,

deh non sie punto acerba,

ché non si rinnovella

l'età come fa l'erba;

nessuna stia superba

all'amadore il maggio.

Ciascuna balli e canti

di questa schiera nostra:

ecco che i dolci amanti

van per voi, belle, in giostra.

Qual dura a lor si mostra,

farà sfiorire il maggio.

Per prender le donzelle

si son gli amanti armati:

arendetevi, belle,

a' vostri innamorati!

Rendete e cuor furati,

non fate guerra il maggio.

Chi l'altrui core invola

ad altrui doni el core.

Ma chi è quel che vola?

È l'angiolel d'Amore

che viene a fare onore

con voi, donzelle, al maggio.

Amor ne vien ridendo,

con rose e gigli in testa,

e vien di voi caendo:

fategli, o belle, festa.

Qual sarà la più presta

a darli e fior del maggio?

“Ben venga il peregrino!

Amor, che ne comandi?”

“Ch'al suo amante il crino

ogni bella ingrillandi,

ché li zitelli e grandi

s'innamoran di maggio.”