CXXIII

By Pietro Bembo

Quel dolce suon, per cui chiaro s´intende

quanto raggio del ciel in voi riluce,

nel laccio, in ch´io già fui, mi riconduce

dopo tant´anni e preso a voi mi rende.

Sento la bella man, che ´l nodo prende

e strigne sì, che ´l fin de la mia luce

mi s´avicina e, chi di fuor traluce,

né rifugge da lei né si difende:

ch´ogni pena per voi gli sembra gioco,

e ´l morir vita; ond´io ringrazio Amore,

che m´ebbe poco men fin da le fasce,

e ´l vostro ingegno, a cui lodar son roco,

e l´antico desio, che nel mio core,

qual fior di primavera, apre e rinasce.