CXXIII
Se la grazia del ciel sopra voi fiocchi,
mercatanti reali,
soccorrete i sensali
necessitati a far trabalzi e scrocchi.
Preghi ciascun di cominciar buon'arte
e non v'invecchiar drento,
perché l'uom poi da quella non si parte,
benché muoia di stento:
un tristo fondamento
rovina un'alta torre;
come di noi occorre,
inveterati in levaldine e scrocchi.
Or poiché voi ammuniti ci avete
che, non sendo approvati,
più far quest'arte non ci lascerete,
che sarem condennati,
giudichiànci spacciati,
perché 'l danno ci ha in mano
e viver non possiàno,
se voi così tenete aperti gli occhi.
Noi abbiàn creduto per insin a ora
poter sempre godere
insin che l'alma sia del corpo fuora,
che 'l demon può avere:
or ci veggiàn cadere
in precipizio grande
a smaltir le vivande
ghiotte ch'abbiam cavate da' balocchi.
Noi sappiam pure ch'a voi anche giova
di questo trabalzare,
ché ciaschedun di voi fatt'ha la prova,
molto dolce vi pare;
noi a chi vuol cascare
aiutiàn volentieri,
pronti, destri e leggieri
in dar parole e 'mburbascare i scrocchi,
Deh, provvedete alla nostra rovina,
perché 'l diavol ci ha in preda,
la vita nostra e l'arte sí meschina,
da non trovar mai reda:
chi vuol ch'altri gli creda,
non s'impacci con noi,
perché diventon poi
bomba da birri e campana di tocchi.