CXXIII

By Berardino Rota

O ben nate alme, o gloriosi chori

e da Marte e da Phebo al cielo alzati,

ch’inseme per gli ameni elisi prati

ite cantando anchor l’arme e gli amori,

qua’ più be’ mirti o qua’ più verdi allori

fien corona al signor, ch’ha noi lasciati

morti morendo, e voi chiari e beati

hor fa col sol de’ suoi ben degni honori?

Quali al saggio scrittor fatti darete,

Alessandro, Annibal, Giulio ed Alcide,

perché degna di lui ne tessa historia?

Qual novo stil, qual novo canto havrete,

Virgilio, Homero, a pareggiar la gloria

di questo novo Enea, novo Pelide?