CXXIV (130)

By Luca Contile

Quantunque volte chiamerò mercede

l'impetrarò dal re superno e pio

e moltiplicarà nel petto mio

il prezioso don de l'alma fede.

E 'l cor purgato, dù la bontà siede,

pascerà di speranza 'l suo desio,

come sperando a' vecchi padri Dio

de lor miseria la salute diede.

Con queste due virtuti, a l'uom più cara

(che col prossimo e Dio l'annoda e stringe)

vien la celeste ed amorosa fiamma,

questa sola va in ciel libera e chiara

quest'è che l'uomo al vivo lume spinge

e non consuma e dolcemente infiamma.