CXXIV

By Francesco Beccuti

Mentre al subbio volgea l'età più bella

per tesser veste al suo valor condegna,

ruppe il fil mano (ahi di lui sorte indegna!)

di sangue vaga e di pietà rubella.

Ma l'alma, al suo partir, per mostrar ch'ella

simile al suo fattor stato ritegna,

a perdonar si volse, onde fu degna

trovar perdono e 'n ciel farsi una stella.

Né qui brev'urna il suo bel nome asconde,

perché già mille penne alzate a volo

chiaman Tommaso, che dal ciel risponde.

Queti dunque il Metauro il pianto e 'l duolo

che largo versa a l'adriatich'onde,

poi che, morto, ancor vive il suo figliuolo.