CXXIV
Se ti s'aggira intorno
atra nube di sdegno,
che d'ire toni e folgori minaccia
e inanzi notte omai ti toglie il giorno,
perché al governo del tuo fragil legno,
poscia che la tempesta ancor nol caccia,
ben veloce non corri
e mentre franco sei non ti soccorri?
Quegli è di scusa degno
ch'a resister si sforza,
e nel naufragio suo non ha più forza.
Ahi che provato i' l'ho! Ma dove è il campo
da gire, ove il consiglio, ove lo scampo?
O mi salvi, o m'uccida, o mi tormenti,
convien ch'io vada in tutti i miei lamenti
a lei, senz'altro indugio,
ch'è mia ragion, mia vita, e mio rifugio.