CXXIX

By Ascanio Pignatelli

D' un lungo ardor fra mille carte impresso,

Che pianto più ch' inchiostro un tempo asperse,

E di varie in amor fortune averse

Verace historia, e dolorosa intesso;

Spero chi m' arse ancor mirando in esso

Che di tarda pietà lagrime verse,

E quel che da le luci in me converse

Non fu a le fiamme, al cener sia concesso;

O pur fia, s' altri il mio desio condanni,

Che l' esempio gradisca, e 'n sé riprenda

Le mie gran colpe, e schivi accorto i danni,

Et io, se 'n me vergogna avien ch' accenda

Nobil disdegno, avrò de' primi affanni

Se già non presta, hor tempestiva emenda.