CXXV XXXVI del
“Lasso, or la bella donna mia che face?
Ove assisa si sta? Che pensa o dice?
Chi fanno or li occhi o quella man felice?
Amor, dimmelo tu!”. E lui si tace.
Gli occhi allor, per saper della lor pace,
mandan lacrime fuor triste, infelice:
qual giugne al petto, a qual più oltre ir lice,
bagna la terra, ivi s'arresta e iace.
Manda il mio cor molti sospiri allora:
questi sen vanno in vento, onde conforta
i pensier' pronti il core al bel cammino;
questi a lei vanno, e ella l'innamora,
sì che alcun le novelle non riporta.
Segueli il core: io piango il mio destino.