CXXV

By Giacomo Lubrano

Prodigii d'acque in estasi di luce

temprano il bello a le celesti sfere:

ove Stelle, altre miti, altre guerrere,

forman liquide danze; e 'l Sol n'è Duce.

Quanto ha Càstor di rai, quanto ha Polluce,

quanto di latte il candido sentiere,

è diafano foco in Acque vere,

che pien d'aura vitale a noi traluce.

Or queste scene in terra Amore allumi,

e splender fai con gloriosa Idea

tra fiamme ed Acque vive un Ciel di lumi.

Che se dono divino è Dorotea,

vanterai, Giulio, emulator de' Numi,

eredi al Sangue tuo parti di Dea.