CXXV

By Giovanni Boccaccio

Io ho messo in galea senza biscotto

l'ingrato vulgo, e senza alcun piloto

lasciato l'ho in mar a lui non noto,

ben che sen creda esser maestro e dotto:

onde el di sù spero veder di sotto

del debol legno e di sanità voto;

né avverrà, perch'ei sappia di nuoto,

ch'e' non rimanga lì doglioso e rotto.

E io, di parte eccelsa riguardando,

ridendo, in parte piglierò ristoro

del ricevuto scorno e dell'inganno;

e tal fiata, a lui rimproverando

l'avaro senno e il beffato alloro,

gli crescerò e la doglia e l'affanno.