CXXV

By Ludovico Leporeo

Ecco del reo Tifeo la tomba appare,

Che calcar, sormontar volea le sfere,

Da Giove irato fulminato pere,

Ond'arde e fischia intorno ad Ischia il mare.

Scuotersi il dosso il gran colosso pare,

Che ancor non ben estinto e vinto fere

Con fiumi di bitumi e di petriere

Le navi gravi che osano approdare.

A questo lido infido ebbi a perire,

E provai gli aspri guai, l'empio furore

D'Euro, Aquilone, e di Tifone l'ire.

Ancor s'indura di paura il core,

E par che l'alma da la salma spire,

Tratto da l'onde furibonde fuore.