CXXVI (132)

By Luca Contile

Signor beato, di quest'aspra scorza

ch'in sua natura al mal la mente instiga

e nell'ombra crudel l'involve e 'ntriga,

la fiamma del mio error, piatoso amorza.

Non val vigor, non vale umana forza

a vincer per se stessi in tanta briga,

ma poi che 'l viso di lacrime riga

e che tornarne a te l'alma si sforza,

sollieva la dolente e tralle il dardo

de la tua grazia, al cui contrasto cede

il fiero colpeggiar del tuo nemico.

Tu vedi come in te piega lo sguardo

e ti s'inchina lacrimosa al piede:

però ritorna a chi ti cerca amico.