CXXVI – Crudeli

By Giacomo Leopardi

Verso oriente il cielo era vermiglio,

E già spuntava il dì,

Quando madama

La Donnoletta

Del palazzo d'un giovine Coniglio

Tutta lieta s'impadronì.

Ne l'acquistato suo nuovo soggiorno

Tutti i suoi Dei Penati trasportò;

Giusto nel tempo che il Coniglio stava,

Tra valli amene e rugiadosi prati,

A corteggiare il rinascente giorno.

Dopo molto aver cercato

Colle e prato,

Tutto fresco, e a suo bell'agio,

Sen va verso il suo palagio.

Avea la Donnoletta agile e destra

Messo il muso a la finestra:

Numi ospitali! e che vegg'io là drento?

Disse tutto scontento

Lo scacciato animal dal patrio tetto:

Olà, Madama, che si sbuchi fuore

Senza rissa e rumore.

L'accorta dama dal naso appuntato,

Con maniera obbligante,

Rispose che la terra

È del primo occupante.

Vorrei sapere adesso,

Dicea l'usurpatrice,

Qual legge, qual statuto

N'ha per sempre il possesso

A Gianni, a Pietro, a Paol conceduto,

E finalmente a te;

E non più tosto a me.

Quivi Giovàn Coniglio

Allegò l'uso e la consuetudine.

Questa, rispose, me ne fa padrone;

Questa di padre in figlio,

E di Luca in Simone,

E finalmente in me trasmesso l'ha:

Onde la legge del primo occupante

Nel nostro caso alcun luogo non ha.

E ben, e ben, Monsù,

Che importa adesso stare a tu per tu?

Rimettiamla in un terzo: e questo sia

Il dottor Mordigraffiante.

Questo era un gatto, di legal semenza,

Che menava una vita

Come un savio eremita:

Un buon uomo tra' gatti, e di coscienza;

Di sguardo malinconico e coperto;

Giudice a fondo, e nel mestier esperto.

Gian Coniglio per arbitro l'approva.

Ecco che ognun di lor già si ritrova

Davanti al tribunale

De l'unghiuto animale.

Mordigraffiante dice: vi consoli

Il Ciel, o miei figliuoli,

Come io vi metterò presto d'accordo.

Accostatevi a me; perch'io son sordo:

Le gran fatiche e gli anni

Soglion seco portar simili affanni.

S'accostò l'uno e l'altro litigante.

Ma non sì tosto esso gli vide a tiro,

Che il dottorale artiglio

Da due parti gettando in un istante,

Scannò la Donnoletta ed il Coniglio;

Indi se li mangiò:

E in tal maniera la lite aggiustò.

Lettor, tienti la favola a memoria:

Ché se praticherai pe' tribunali,

Ti passerà la favola in istoria.