CXXVI – Crudeli
Verso oriente il cielo era vermiglio,
E già spuntava il dì,
Quando madama
La Donnoletta
Del palazzo d'un giovine Coniglio
Tutta lieta s'impadronì.
Ne l'acquistato suo nuovo soggiorno
Tutti i suoi Dei Penati trasportò;
Giusto nel tempo che il Coniglio stava,
Tra valli amene e rugiadosi prati,
A corteggiare il rinascente giorno.
Dopo molto aver cercato
Colle e prato,
Tutto fresco, e a suo bell'agio,
Sen va verso il suo palagio.
Avea la Donnoletta agile e destra
Messo il muso a la finestra:
Numi ospitali! e che vegg'io là drento?
Disse tutto scontento
Lo scacciato animal dal patrio tetto:
Olà, Madama, che si sbuchi fuore
Senza rissa e rumore.
L'accorta dama dal naso appuntato,
Con maniera obbligante,
Rispose che la terra
È del primo occupante.
Vorrei sapere adesso,
Dicea l'usurpatrice,
Qual legge, qual statuto
N'ha per sempre il possesso
A Gianni, a Pietro, a Paol conceduto,
E finalmente a te;
E non più tosto a me.
Quivi Giovàn Coniglio
Allegò l'uso e la consuetudine.
Questa, rispose, me ne fa padrone;
Questa di padre in figlio,
E di Luca in Simone,
E finalmente in me trasmesso l'ha:
Onde la legge del primo occupante
Nel nostro caso alcun luogo non ha.
E ben, e ben, Monsù,
Che importa adesso stare a tu per tu?
Rimettiamla in un terzo: e questo sia
Il dottor Mordigraffiante.
Questo era un gatto, di legal semenza,
Che menava una vita
Come un savio eremita:
Un buon uomo tra' gatti, e di coscienza;
Di sguardo malinconico e coperto;
Giudice a fondo, e nel mestier esperto.
Gian Coniglio per arbitro l'approva.
Ecco che ognun di lor già si ritrova
Davanti al tribunale
De l'unghiuto animale.
Mordigraffiante dice: vi consoli
Il Ciel, o miei figliuoli,
Come io vi metterò presto d'accordo.
Accostatevi a me; perch'io son sordo:
Le gran fatiche e gli anni
Soglion seco portar simili affanni.
S'accostò l'uno e l'altro litigante.
Ma non sì tosto esso gli vide a tiro,
Che il dottorale artiglio
Da due parti gettando in un istante,
Scannò la Donnoletta ed il Coniglio;
Indi se li mangiò:
E in tal maniera la lite aggiustò.
Lettor, tienti la favola a memoria:
Ché se praticherai pe' tribunali,
Ti passerà la favola in istoria.