CXXVI

By Francesco Beccuti

Alma real, che nel più saggio seno

ti fêsti albergo, il cui diadema altèro

non pur oggi 'l Tesin, ma il grand'Ibero

d'orrore ingombra e fa sospetto al Reno,

poi che torna quel volto omai sereno,

che fu sempre al tuo ardir turbato e fiero,

a che più tardi a terminar l'impero

con l'oceàno e porre al mondo freno?

L'aquila già che col rapace artiglio

interrompeva a' tuoi disegni 'l corso,

stassi in disparte sonnacchiosa e stanca;

e se vede spiegar l'aurato giglio,

al cristiano umil gregge alto soccorso,

non sarà pur nel proprio nido franca.