CXXVI

By Giovanni Boccaccio

Or sei salito, caro signor mio,

nel regno, al qual salire ancor aspetta

ogn'anima da Dio a quell'eletta,

nel suo partir di questo mondo rio.

Or se' colà, dove spesso il desio

ti tirò già per veder Lauretta;

or sei dove la mia bella Fiammetta

siede con lei nel cospetto di Dio.

Or con Sennuccio e con Cino e con Dante

vivi, sicuro d'eterno riposo

mirando cose da noi non intese.

Deh, s'a grado ti fui nel mondo errante,

tirami drieto a te, dove gioioso

veggia colei che pria d'amor m'accese.