CXXVI

By Pietro Bembo

Alta Colonna e ferma a le tempeste

del ciel turbato, a cui chiaro onor fanno

leggiadre membra, avolte in nero panno,

e pensier santi, e ragionar celeste,

e rime sì soavi e sì conteste,

ch´a l´età dopo noi solinghe andranno,

e scherniransi del millesim´anno,

già dolci e liete, ora pietose e meste,

quanti vi dier le stelle doni a prova,

forse estimar si può, ma lingua o stile

nel gran pelago lor guado non trova.

Solo, a sprezzar la vita, alma gentile,

desio di lui, che sparve, non vi mova;

né vi sia, lo star nosco, ingrato e vile.