CXXVI
La costanza e l'ardir, l'animo invitto
delle più chiare e gloriose donne,
di quanto 'l vecchio tempo e 'l nuovo ha scritto,
nel tempo di Mosè, d'Abram, d'Aronne,
de' Greci e gran Roman e dell'Egitto,
l'arme e l'ingegno dentro all'umil gonne,
far noto al mondo le grand'opre loro
col canto e 'n bronzo, in marmo, argento e in oro.
Fe' Dio di terra la prima figura,
che 'l mondo avessi in sul mirabil dosso;
chiamòl per nome Adam, che vuol dir cura
di quant'immobil fermo, e quant'è mosso;
di poi gli trasse delle carnal mura
Eva, che vuol dir madre; ond'io non posso
né può lodar tant'alto un uomo solo,
qual saria poco l'uno e l'altro polo.
Deh fammi, Creator del tutto, degno,
come tuo servo io son, tua creatura,
che oprar coll'arte mia, dir collo ingegno
quanto mi porge 'l don della natura;
porgimi 'l tuo voler ch'io passi 'l segno,
e fammi luce in questa valle oscura,
ch'io canti colla voce, oprar con l'arte,
la gloria delle donne in queste carte:
di pure verginelle, altre che 'l mondo
han fatto addorno di mirabil prole;
altre di gran governi han preso il pondo,
altre in dolce e poetiche parole,
altre nel pinger più lieto e giocondo,
altre con crudeltà, che a ogniun più duole,
altre di gran beltà, virtù, si dice,
se ben son state al mondo meretrice.
Quella che 'n terra e 'n ciel fu senza pare,
della qual sol intendo cantar prima,
questa si scelse Iddio fra le più clare
vergine nate al mondo e più subblima.
Discese in quella, e fe' le stelle andare
a dirlo a' re, che l'avean ditto prima:
trovorno sopra quel cantando osanna,
gloria dal ciel sopra l'umil capanna.
Non può nessun mortal parlar di quella,
che d'onesta beltà fu sola in terra,
madre, figliuola e sposa, a Dio ancella,
nella quale ogni ben si apre e serra.
Di Santo Spirto nacque certo anch'ella,
portò la pace e 'stinse a noi la guerra.
O Virgine immortal, tu sol m'insegna
salir al piè dove tua gloria regna.
Di Babbilonia già Semiramisse
regina fu di gran valore e arte,
per quanto 'l tempo nuovo e 'l vecchio scrisse.
Del fuso odiosa, e vera amica a Marte,
figliuola di Nettunno; e poco visse
Nino 'l marito, che la maggior parte
del mondo dominava, auldace e forte,
qual nel megli' esser suo tolse la morte.