CXXVII

By Giovan Battista Nicolucci

Vive ragion da rischiarar gli abissi,

dolorose parole, irati accenti,

accompagnate i duri miei lamenti

e i pensier neri in quella cruda fissi.

Quanto già mai cantando piansi e scrissi

di sua beltà con voci fioche e ardenti

rimproverate, e in quanti aspri tormenti

e in quante morti per soffrirla vissi.

Alma, che fai? Di chi sospiri e pensi?

Andiam, ch'ancor potria toccarle il core

l'aspetto che l'estreme angosce mostra;

se non la move poi la faccia nostra

scioglierem contra lei dal petto i sensi,

e se morrem chi mor con pro non more.