CXXVII

By Giusto de' Conti

Non sa Fortuna in sì terribil porto

Condur la stanca et fral mia navicella,

Che pur dinanzi non mi veggia quella,

Per chi scolpito Amor nel fronte porto:

Né porrà mai recarmi tal conforto,

Per volger di sua rota, o di mia stella,

Che come già gran tempo, così d'ella

Non parli sempre, et scriva vivo et morto.

Con lei mi sto se io dormo, qual se io veglio;

Et di lei penso, se la lingua tace,

Che ragionando sempre d'ella dice.

Amor, che a sì bel foco mi disface,

Così mi gira per divin conseglio,

Per farmi più nel mio martir felice.