CXXVII

By Ludovico Leporeo

Mille e seicento addenta il trenta e 'l sesto

Che nacque ignudo e crudo in carne Cristo,

Per far de l'uomo reo del pomo acquisto,

E rimettere il mondo immondo a sesto.

Cotesto anno d'affanno andria bisesto

Per me, lunare, intercalare, e tristo,

Se a la mia povertà non dà del pisto

Rendendo allegro il mio cor egro e mesto.

Non potrei far, né feriar agosto,

Se 'l fornaio e 'l cellaio non aggiusto,

Ch'io non ho scotto, e non imbotto mosto.

Roma mi dà gran soma e mazzafrusto,

Pur al rollo d'Appollo io son prevosto:

Faccia Dio, ch'egli è pio non men che giusto.