CXXVIII. AD ANTALDO DEGLI ANTALDI

By Vincenzo Monti

— Or che Flora, fuggito il verno avaro,

Tutto spiega d'aprile il verde onore,

Dammi, dissi alla dea, dammi quel raro

Fior che s'appella d'amicizia il fiore.

D'amor pegno e di fè ch'unqua non muore,

Vo' sacrarlo ad un pio; che dell'amaro

Mio caso si compiagne, e bello ha il core

Come l'ingegno. — E te nomai, mio caro.

— Il fior che chiedi in vero è peregrino,

La dea rispose; ed in lontano regno

Da pochi è culto il suo natal giardino.

Tu nol cercar nel mio: cercalo in quello

Della virtude. E se pur vuoi sia degno

Di quell'alma gentil, cogli il più bello. —