CXXVIII – Spolverini

By Giacomo Leopardi

Ma l'attento cultor che a un tempo mosse

Gli acquidotti a osservar, gli argini, i fossi

Dispensator de l'acque; e a questo e a quello

Dié, qual volle ragion, ordine e forma;

Or di gioia riempia il core e 'l guardo,

Liberamente in giù correr mirando

Larghi i ruscelli, ad allagar suoi piani.

Già n'annunzia l'arrivo, e lietamente

Precorrendo il cammin, con batter d'ali,

Con festevol garrir, turba d'augelli

In mille modi ad osservarli invita.

Già s'ascondon le glebe, e sciolto il freno,

Di canal in canal, di varco in varco

Stendonsi l'acque; infin che a poco a poco

D'un cristallino vel tutto coperto

Trovasi aver l'antica madre in grembo.

Appaion rai, galleggiando intorno,

Entro a que' gorghi, in que' nascenti laghi,

Fangosi abitator, mill'empi mostri;

La gracidante rana, l'agil topo,

L'informe scarafaggio, il mortal rospo,

La biscia immonda; e volto in barca il tetto,

La lumaca, e l'umil corna in antenne;

Verso i liti vicin, verso le opposte

Isolette natanti ognun cercando,

Per quell'umide vie, condursi in porto.