CXXVIII

By Francesco Beccuti

Donna quantunque assai leggiadra e bella

sieda nel vostro cor donna e regina

e che faccia di voi dolce rapina

e de la vostra verde età novella,

e che gli occhi, il pensiero e la favella

moviate solo ove l'ardor v'inchina,

e ch'Amor anco torni a la fucina

a fabbricar per voi nuove quadrella,

non vogliate però porre in oblio

me che non pur come cognato v'amo,

ma quanto amar si può fratello o figlio.

Cosi v'adempia il ciel ogni desio;

e colei che v'ha preso a sì dolce amo,

sempre sereno a voi rivolga il ciglio.