CXXVIII

By Pietro Bembo

Carlo, dunque venite a le mie rime

vago di celebrar la donna vostra,

ch´al mondo cieco quasi un sol si mostra

di beltà, di valor chiaro e sublime?

E non le vostre prose elette e prime,

come gemma s´indora o seta inostra,

distendete a fregiarla, onde la nostra

e ciascun´altra età più l´ami e stime?

A tal opra in disparte ora son volto,

che per condurla più spedito a riva,

ogni altro a me lavoro ho di man tolto.

Voi, cui non arde il cor fiamma più viva,

devete dir: – omai di sì bel volto,

d´alma sì saggia, è ben ragion ch´io scriva .-