CXXX

By Berardino Rota

O di celeste ben, d’alto valore

imagin pura, in cui par che respire

il secol reo, per cui riprenda ardire

di rivestir il già spogliato honore,

poiché di tomba io sembro uscita fore

ombra pur dianzi che si mova e spire,

che si lagni, che pianga e che sospire,

triompho de la morte e del dolore,

ché dunque veder me cercate? In terra

quel ch’i’ già fui si giace, e nulla i’ spero

finché ’l duol non m’acqueta e non m’atterra.

Me da gli occhi non pur, ma dal pensero

scacciate ognihor, come chi stratio e guerra,

come chi sogna horribil mostro e fero.