CXXXI. SPERA LA GUARIGIONE DEGLI OCCHI.
Se il mio prode Chiron mi giura il vero
(E il suo valor del sì certo mi rende),
Fian tolte in breve agli occhi miei le bende
Omai sicuri del veder primiero.
O beato di Sesto aero sincero!
O tranquilli recessi, ove l'orrende
Sue nebbie il turbo cittadin non stende,
E franco brilla il cor, franco il pensiero!
Sarò pur vostro alfine, e col gran figlio
D'Urania alla virtù posta in deriso
Potrò laudi cantar senza periglio;
E vagheggiarla nel tuo casto riso,
Alma Dida, ch'a' rai del tuo bel ciglio
Fai dell'umile Sesto un paradiso.