CXXXI

By Gaspara Stampa

Poi che da voi, signor, m'è pur vietato

che dir le vere mie ragion non possa,

per consumarmi le midolle e l'ossa

con questo novo strazio e non usato,

fin che spirto avrò in corpo ed alma e fiato,

fin che questa mia lingua averà possa,

griderò sola in qualche speco o fossa

la mia innocenzia e più l'altrui peccato.

E forse ch'averrà quello ch'avenne

de la zampogna di chi vide Mida,

che sonò poi quel ch'egli ascoso tenne.

L'innocenzia, signor, troppo in sé fida,

troppo è veloce a metter ale e penne,

e, quanto più la chiude altri, più grida.