CXXXI

By Giovan Battista Strozzi il Vecchio

Esiglio e morte e servitude e scherno

non fu già mai sì duro,

come questo mio scuro

carcer d'assenzia e duol, s'ei fusse eterno:

o disperato inferno,

s'io non sperassi mai d'uscirne fuora,

e ritrovarmi in Paradiso ancora:

ma quando, e quando, o speme?

Come par che tu sempre ardendo treme.