CXXXI

By Giusto de' Conti

O occhi ladri, che mia debil vita

Rubate consumando a poco a poco,

Mancarà al petto mai l'ardente foco

Che l'eternal mia pena fa infinita?

L'alma dolente verso il cor smarrita

Tremando fugge ove non trova loco:

E il mio soccorso che piangendo invoco,

Amor l'ha fatto sordo a darmi aita.

Il cor sempr'arde, et l'alma triste aghiaccia,

Al gran disio mancando la speranza,

Et piango sempre et prego non so cui.

Così convien che in piccol tempo sta

Amor della mia vita quel che avanza,

Ben che sia poco omai mercè di Noi.