CXXXI

By Pietro Bembo

Varchi, le vostre pure carte e belle,

che vergate talor per onorarmi,

più che metalli di Mirone e marmi

di Fidia mi son care e stil d´Apelle.

Ché se già non potranno e queste e quelle

mie prose, cura di molt´anni, o carmi,

nel tempo, che verrà, lontano farmi,

eterna fama spero aver con elle.

Ma dove drizzan ora i caldi rai

de l´ardente dottrina e studio loro

i duo miglior, Vettorio e Ruscellai?

Questi, e ´l vostro Ugolin, cui debbo assai,

mi salutate: o fortunato coro,

Fiorenza e tu, che nel bel cerchio l´hai.