CXXXI

By Auteur inconnu

Chi vuol con questa neve trastullarsi,

o belle donne, e' non è tempo a starsi.

La bella neve, donne, oggi v'invita,

l'è oggi bianca e doman poi fuggita;

e così fa la vostra età fiorita,

che presto è vecchia, e poi bisogna starsi.

E se vi par così da prima strano

toccar la neve, vi farén piú piano:

quando l'arete un po' tenuta in mano,

vedrete che si perde il tempo a starsi.

Prima convien aver dove si metta

la neve, e far la palla vadi stretta,

serrata bene, e poi alfin si getta;

ma gli è ben vero, e' conviene imbrattarsi.

Dello imbrattarvi punto vi curate:

dimenando, menando vi nettate;

o scuoter da qualcun sí ben vi fate

ch'i panni restin netti, e nulla parsi.

Ma non si vuol per una palla o due,

donne, far fine: quanto farete piùe,

più ve ne gioverà, in giù e 'n sùe

mandar le palle e contro a quelle farsi.

Ben è dappoco chi fugge una palla

di neve, ed è chi ci volge la spalla,

e 'l colpo in prova facendo si falla;

meglio è a far così ancor che starsi.

Se spender noi vogliàn poche parole,

a far di fatti cominciar si vuole:

il far, o donne, insegnar sempre suole,

e chi comincia, annoia poi lo starsi.