CXXXI

By Berardino Rota

Non d’herbette e di fior nobil rivera,

la cui verde ricchezza hor parte, hor torna,

ma di celesti eterne gemme adorna,

caro giardin di Dio, gioia primera,

in te fiorir Virtù promette e spera,

e Fede, che tra noi più non soggiorna;

in te colei che regge il mondo ed orna

ecco si sta, scesa dal ciel, qual era.

Sorga Permesso in te più chiaro e pieno,

te sola canti il gran signor di Delo,

sia ’l mio Parnaso il tuo bel campo ameno.

Te renda ognihor più bella il caldo e ’l gelo

eternamente a primavera in seno:

poiché in terra per te si gode il cielo.