CXXXI

By Francesco Beccuti

D'Elicon esce e ben purgato un fiume,

che, virtù infusa, ogni velen ne tolle,

e la stella ch'apparve al nostro colle

lui riveste di lauro e noi di lume,

e, perché più la nostra etade allume,

nudrir fra' gigli un gentil cigno volle,

che, fuor d'ogni uso del secol folle,

ha celeste il suo canto, ostro le piume.

Or con tal luce umil drappello spera

d'accostarsi al bel rio, perché sia degno

che di lui guida il chiaro augel divenga:

potria poi seco l'alta gloria vera

cantar del sol, che in più felice segno

par che 'l mondo nudrisca e 'l ciel sostenga.