CXXXII. PER UN DIPINTO DELL'AGRICOLA RAPPRESENTANTE LA FIGLIA DEL POETA.

By Vincenzo Monti

Più la contemplo, più vaneggio in quella

Mirabil tela: e il cor che ne sospira

Sì nell'obbietto del suo amor delira,

Che gli amplessi n'aspetta e la favella.

Ond'io già corro ad abbracciarla. Ed ella

Labbro non move, ma lo sguardo gira

Ver me sì lieto che mi dice : “Or mira,

Diletto genitor, quanto son bella”.

“Figlia, io rispondo. d'un gentil sereno

Ridon tue forme: e questa imago è diva

Sì che ogni tela al paragon vien meno.

Ma un'imago di te vegg'io più viva,

E la veggo sol io; quella che in seno

Al tuo tenero padre amor scolpiva”.