CXXXII

By Giovan Battista Nicolucci

I' tacqui sotto il suo sì altero aspetto,

ch'abbassato non fu dal mio demesso,

non perché ciò dettasse l'intelletto,

ma, da poi ch'ora non le son dappresso,

e queta è l'alma ed il pensiero è schietto,

d'aver tacciuto ho caro,

ché parlando l'avrei sdegnata, e amaro

per mia cagion mi saria stato il passo

che lieto in far quanto ella chiede i' passo.