CXXXII

By Giusto de' Conti

Quelli celesti angelici occhi et santi

Che sì soavemente Amor volgea,

Et, lor volgendo, veder mi parea

Due stelle, anzi due soli et due levanti.

Mi tolse gelosia, perché già tanti

Sospir gittò la mente che piangea,

Che al duro lamentar che ognior facea,

Amor si trasse per pietà dei pianti:

Et mentre io mi attendesse ancor da lui

Qualche soccorso alla mia fiamma antica,

Onde già per scioccheza io m'infiammai,

Non volse quella a me sempre nemica,

Sì che io sviato dal mio scampo fui;

Et ardere di novo incominciai.