CXXXII

By Guittone d'Arezzo

Dolcezza alcuna o di voce o di sono

lo meo core allegrar non può già mai,

pensando che diviso e lontan sono

da quella ch'amo, ameraggio ed amai.

Né per dolzore in cantando risono;

ma pur di doglia canteraggio omai:

come l'augel dolci canti consono,

ch'è preso in gabbia e sosten molti guai.

Tante gravose doglie e pene porto

e 'n viso ed in diviso com mi pare,

se di presso vi sono o di lontano.

Sempre mi trovo in tempestoso porto,

e lo dolor per mezzo il volto appare:

credendomi appressare, io m'allontano.