CXXXII

By Auteur inconnu

Per far quel ch'oggi ognun suole,

diàn le pesche a chi le vuole.

Ogni pesca non si spicca,

quali acerbe e qual mature;

chi le labbra a quelle appicca,

che talvolta arcigne e dure;

poi secondo le nature

chi piú sode e mezze vuole.

Non par giovin se non fresche,

bench'alcun c'è che l'affetta;

ma chi vuol, donne, le pesche,

porta assai come s'assetta,

perché 'l tempo invan si getta,

non le dando ove si suole.

Alcun l'usa al pasto avanti,

ma di noi innanzi e 'ndreto;

quel sol piace agl'ignoranti,

la piú parte l'usa dreto:

ognun l'usi e stiesi cheto,

'nanzi o dreto o dove vuole.

Tonde in punta e quelle rosse

son qui sotto e ignuna nuoce;

queste assai piú lunge e grosse

da smallar, son pesche noce:

alla bocca un pochin cuoce,

ma chi l'usa alfin non duole.

Noi n'abbiàn d'ogni ragione,

belle e buone in eccellenza;

se ne vien voglia a persone,

noi facciáno altrui credenza:

fatene l'esperienza;

noi ne diàno a chi ne vuole.