CXXXII

By Domenico di Giovanni

La Poesia combatte col Rasoio,

E spesso hanno per me di gran quistioni;

Ella dicendo a lui, per che cagioni

Mi cavi il mio Burchiel dello Scrittoio?

E lui ringhiera fa del colatoio,

E va in bigoncia a dir le sue ragioni;

E comincia: Io ti prego mi perdoni

Donna, s'alquanto nel parlar ti noio.

S'i' non fuss'io, e l'acqua, e 'l ranno caldo,

Burchiel si rimarrebbe in sul colore

D'un moccolin di cera di smeraldo:

Ed ella a lui: Tu sei in grand'errore,

D'un tal disio porta il suo petto caldo,

Ch'egli non ha 'n sì vil bassezza il cuore:

Ed io: Non più romore,

Che non ci corra la secchia, e 'l bacino;

Ma chi meglio mi vuol, mi paghi il vino.