CXXXIII (139)

By Luca Contile

Ecco or come sen va squarciata e guasta

la vittima innocente e 'l puro agnello,

ecco or come sott'aspro e rio flagello

stassi la vita immaculata e casta.

Ecco or, se 'l tanto strazio ancor non basta,

come per soverchiare il senso fello,

per cui l'uomo d'Iddio si fa rubello,

al duol cede, a la morte non contrasta.

Ecco or come morendo la morte empia

destrugge e porge vita a l'uomo occiso,

e sopra le sue spalle porta il carco.

Ecco or come sarà crudele e scempia

l'anima s'ora al re del paradiso,

per riceverlo in sé, non apre il varco.